Omniroma-SANITÀ, CANGEMI (NCD): "AL S.CAMILLO PARALISI ATTIVITÀ OPERATORIA"

Con una interrogazione ho voluto denunciare la situazione della struttura delle Unità Operative Complesse di Neurochirurgia e Neurorianimazione dell'Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini che nell'ultimo periodo versa in un gravissimo stato di paralisi dell'attività operatoria, in quanto risulta impossibile svolgere la normale attività di elezione nelle sale  occupate, ormai quotidianamente, da pazienti critici, post-operati in urgenza, ricoverati nelle stesse". E'

quanto dichiara in una nota il consigliere Ncd della Regione Lazio, Giuseppe Emanuele Cangemi. "I 10 posti letto di terapia intensiva neurochirurgica - prosegue la nota - risultano tutti occupati e bloccati dall'impossibilità di trasferire i pazienti non più critici in reparti a più bassa intensità di cura, per la carenza di posti adatti a questi stessi  malati. Ormai - prosegue - è consuetudine che, i malati critici operati in urgenza rimangano ricoverati nella sale operatorie, impedendo così la normale attività chirurgica elettiva di quelle persone affette da patologie come neoplasie benigne e maligne, portando la struttura al collasso più completo e non in grado di fornire ai cittadini un normale servizio di assistenza sanitaria, costringendo addirittura alla chiusura delle accettazioni del D.E.A. per le patologie neurochirurgiche. Si verifica inoltre una grave violazione dei diritti di quei pazienti che vengono assistiti all'interno delle sale operatorie e non possono ricevere la visita dei parenti e congiunti, per motivi di mantenimento della sterilità che le sale operatorie richiedono.

Per questo motivo - aggiunge Cangemi -  ho chiesto al Presidente Zingaretti ed al nuovo Direttore generale D'Urso come intendano provvedere a ristabilire al più presto  una normale attività assistenziale nel reparto di neurochirurgia e di terapia intensiva neurochirurgica del San Camillo - Forlanini, azienda classificata come dipartimento di Emergenza urgenza e accettazione (DEA) di secondo livello, e che per tali motivazioni, è obbligata ad una  responsabilità clinico-assistenziale. Ormai, questa Giunta regionale continua ad applicare una politica sanitaria per curare il deficit di settore nel Lazio che non fa che mietere nuovi disastri. Gli appelli al presidente perché si cambi rotta sono tutti caduti nel nulla. Dopo la chiusura di alcune strutture e la riduzione dei posti letto si sta creando il deserto in termini di servizi. E a pagarne le spese sono sempre le fasce più deboli. È ora di dire basta - conclude Cangemi - di fermare questo scempio di eccellenze e speranza che qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare sanità, per questo motivo vista l'inerzia di questo Esecutivo regionale chiedo al ministro Beatrice Lorenzin di intervenire per approfondire e ristabilire la normale attività clinica assistenziale in neurochirurgia dell'azienda  San Camillo - Forlanini che ricordo è una delle strutture sanitarie di eccellenza regionali ed italiane.