CANGEMI: «QUESTA REGIONE E' SOLTANTO UN POLTRONIFICIO"

IL TEMPO - ROMA - Il consigliere tra i primi a denunciare lo scandalo delle nomine della giunta del Lazio.

"Nicola Zingaretti, al termine del suo mandato di governatore del Lazio, lascerà solo un poltronificio". Giuseppe Emanuele Cangemi, già assessore agli Enti locali e alla Protezione Civile della giunta Polverini e oggi consigliere regionale di centrodestra, commenta in modo lapidario l'inchiesta de Il Tempo sulle consulenze esterne e sugli incarichi dirigenziali della Regione Lazio e delle sue partecipate elargite dalla maggioranza di centrosinistra ai "trombati" del Pd. Proprio Cangemi, nel dibattito nell'Aula della Pisana in occasione dell'approvazione della legge di sabilità e del bilancio, è stato autore di un intervento di fuoco contro "il poltronificio di Zingaretti". Consigliere Cangemi, che idea si è fatto di tutta questa storia? Lei da mesi ha intrapreso una vera e propria crociata per fare luce sugli incarichi in Regione. "Guardi, le racconto una cosa. Ci sono parenti di importantissimi parlamentari romani che hanno ricevuto consulenze e incarichi prestigiosi in Regione o in qualche azienda partecipata. Alla Pisana lo sanno tutti, anche i muri". Qualche altro esempio? "Li avete scritti praticamente tutti. Mi viene in mente il presidente dell'Osservatorio Legalità e Sicurezza: anche lui è un dirigente del Pd che non è stato eletto da nessuna parte e non ha una competenza specifica per guidare l'Osservatorio. Tant'è vero che l'attività di quell'organismo si riduce a un convegno sulla mafia nel Lazio che viene organizzato ogni anno. Inoltre non è mai stata portata alcuna relazione dell'attività in commissione competente. Tanto per fare un esempio di come Zingaretti utilizza nomine della Regione Lazio. Amici, parenti, esponenti del Pd rimasti senza lavoro: il governatore li ha sistemati praticamente dappertutto, nelle strutture del Consiglio regionale, in giunta, nelle società regionali. Spesso sono persone nominate con gli stipendi più disparati solo perché magari non sono state elette, senza una competenza specifica per il ruolo che vengono chiamate a ricoprire. Ed è molto triste". Perché? "Zingaretti aveva promesso trasparenza, aveva detto che la Regione Lazio sarebbe stata una casa di vetro. Non mi pare sia così. Questa amministrazione ha fallito su tutto. Le faccio l'esempio della sanità. Di 48 Case della Salute annunciate ne sono state aperte solo 11. Ha nominato i direttori generali creando una short list e mandando i curriculum a Londra per essere valutati: dopo tre anni ha cambiato tutti i manager Asl. Ha creato una cabina di regia che non c'è mai stata, non funziona e costa 600mila euro l'anno. Ha raddoppiato i dirigenti, moltissimi dei quali esterni. Di rifiuti neanche prova a parlare. Su sanità, trasparenza e meritocrazia Zingaretti ha fallito: la sua amministrazione lascerà in eredità solo questo poltronificio". Qualcosa questa Regione la fa. E' stata approvata la legge sull'informazione, che porta la sua firma e frutto di una virtuosa collaborazione tra maggioranza e opposizione di centrodestra. "Ne vado fiero. E' una legge innovativa che colma un vuoto di vent'anni. Servirà anche a verificare l'uso che Zingaretti fa dei fondi per la comunicazione istituzionale della Regione Lazio". Sprechi e fallimento totale "Su trasparenza, meritocrazia e sanità obiettivi non raggiunti".